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Juniores gir C, la parola ai tecnici

allenatori junioresI due tecnici di Tolentino e Corridonia sono intervenuti in diretta a per parlare di una realta' cosi' importante, spesso sottovalutata

Se avessimo un euro per ogni volta che abbiamo sentito dire: "puntiamo sui giovani" avremmo risolto la crisi economica da un bel pezzo. Spesso le buone intenzioni non coicidono con le azioni. Fra lo spezzettamento del campionato, la regola degli under e la neccessità di fare economia i giovani vengono spesso visti come una risorsa a buon mercato e non come un investimento.

Dall'altra parte della barricata, ci sono i tecnici delle formazioni Juniores che devono essere in grado di trovare il giusto equilibro: fra le richieste della prima squadra e le necessità del proprio campionato.

 Ieri, complice il turno di riposo della serie D, durante la trasmissione "Calcio di notte" sono intervenuti: Andrea Ribichini, allenatore del Corridonia, nonché attaccante dal passato importante che ha giocato dalla D alla seconda categoria segnando circa 320 gol; e Raffaele Gesuelli che, dopo nove stagioni da secondo con Giovanni Ciarlantini, guida la squadra capolista del girone, il Tolentino, che ha 45 punti in classifica a + 10 dall'inseguitrice Porto Potenza .

I due amici, che l'anno scorso erano entrambi a Corridonia sotto l'ala protettriva di mister Ciarlantini, oggi si trovano uno contro l'altro, ma solo sul campo.

Ai microfoni di "Calcio di Notte" mister Gesuelli dichiara: " Tolentino dimostra sia con la Prima squadra sia con la Juniores di avere un occhio di riguardo per i giovani. Puntare sul settore giovanile penso sia un obbligo per tutte le società dilettantistiche. Viste le difficoltà di quest'estate, a Tolentino si è per forza ripartiti dai giovani e in questo progetto la Juniores ha un ruolo fondamentale."

Fra i tanti problemi della Juniores, lo spezzettamento del campionato sembra essere uno di quelli più importanti: "Non sono soddisfatto né degli orari né dei giorni. - dichiara Andrea Ribichini - Questo torneo andrebbe fatto di lunedì per permettere ai ragazzi che giocano in Prima squadra di dare il massimo."

"Sono d'accordo con mister Ribichini - dice Gesuelli - è sbagliato spezzettare il campionato in questo modo sia per i ragazzi, sia per le società che s'impegnano a disputare questo campionato al massimo. Sarebbe meglio fissare un giorno uguale per tutti, magari il lunedì. Temo che la Juniores sia un campionato poco stimato e tutelato." 

Sulla questione della regola degli under Gesuelli afferma: "Mister Ribichini  giocava perché era bravo, non perché ci fosse un obbligo. E' sbagliato proprio questo, mettere un obbligo. Sarebbe bello premiare le società che fanno giocare i giovani spontaneamente. Negli anni abbiamo visto i fuoriquota giocare dopo qualche anno nei campionati minori o a calcetto con gli amici o hanno smesso."

" Sono d'accordo con l'amico Gesuelli -  ribatte Ribichini - negli anni noi abbiamo portato avanti gli stessi concetti." E sulla sua carriera d'attaccante aggiunge: "giocatori come me non ne vedo nei campionati attuali. Se io non segnavo o se la mia squadra non segnava, non ero felice. La cosa di cui vado fiero è aver debuttato in seconda segnando 30 gol ed essere poi in grado dieci anni dopo di farne ancora 29, dati alla mano non credo oggi ci sia un giocatore simile. Avevo voglia di allenarmi e mettevo il calcio prima di tutto. Questo è il messaggio che porto ai ragazzi, perché l'eccellenza oggi è una buona categoria per debuttare, che che se ne dica è un buon trampolino di lancio."

(Fonte: Tribuna Stadio, Radio C1 in blu)

 

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