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PARLAMI DI TOLE...Intervista a Paolo Passarini

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PARLAMI DI… TOLE

Eccoci con un'altra "mezza faccia" doc: Paolo Passarini. Non solo per il cognome, tipico nella città di San Catervo, Paolo è da considerarsi una bandiera cremisi. Cresce infatti nel Settore Giovanile del Tolentino ed è un giocatore alla corte di mister FabrizioCastori negli anni in cui i cremisi militano nel Campionato di serie C2. La stagione successiva passa in prestito al Montegranaro in serie D e da quel momento hanno inizio per Passarini dieci campionati di Eccellenza e altrettanti di Promozione nella regione Marche fino a tornare nella stagione 2009/2010 proprio nella sua città natia. Una stagione poco felice per il giocatore che lo vede protagonista di un infortunio che lo porta a fare uno stop di due mesi, nel frattempo cambio di allenatore e Paolo non ha avuto il tempo necessario per le soddisfazioni che voleva avere a casa sua dove appunto le aspettative personali erano alte.
La successiva stagione 2010/2011 la gioca sui campi del Potenza Picena per poi approdare, l'anno successivo, prima alla Settempeda poi alla Lorese e, siccome i grandi amori fanno dei giri immensi poi ritornano, nella Stagione attuale lo troviamo nuovamente protagonista nelle file del Tolentino in una veste completamente nuova per lui: l'allenatore. E' infatti il braccio destro di mister Possanzini.

 

Paolo, fino allo scorso anno ogni domenica scendevi in campo. Che effetto ti fa dover restar seduto in panchina?

E' un impegno diverso, è molto più semplice fare il calciatore. Per me è stata una decisione un pò combattuta perché ancora riuscivo a tenere i ritmi di una partita nonostante i miei 38 anni dunque è stato difficile mettere i tacchetti da parte.

E se una domenica il mister ti dovesse chiedere di dargli una mano in campo che reazione avresti?

Non sono tesserato per giocare.

Dopo questa risposta prettamente tecnica, dimmi, come ti trovi a lavorare con mister Possanzini?

Bene, è stato proprio lui la principale spinta per cui ho deciso di togliere la divisa da calciatore. Ci eravamo incontrati sui campi da calcio come avversari, lui allenatore ed io giocatore. Quando mi ha chiamato era dunque un professionista che conoscevo, sapevo come la pensava calcisticamente, come lavorava e questo mi piaceva molto.

Torni a Tolentino dopo diversi anni, come trovi l'ambiente?

La società è cambiata rispetto all'ultimo anno in cui sono stato a Tolentino e ora mi trovo bene. Di sostenitori ne vedo sempre meno purtroppo e mi dispiace molto perché io in primis ero un tifoso cremisi che seguiva sempre la squadra anche in trasferta.

Chi ti conosce bene si dice sorpreso da te. Da calciatore veemente in campo a tranquillissimo in panchina, un agnellino in confronto ai super agitati Possanzini ed il vice presidente Romagnoli. Cosa è successo?

Quando giochi vivi la partita in maniera diversa, il livello di adrenalina è più alto e non riesci a valutare determinate situazioni che invece da fuori riesci a guardare in maniere più lucida. Poi c'è bisogno di qualcuno che mantiene la calma, no?!?

Quest'anno sono stati lanciati in prima squadra tanti giovani, come è il tuo rapporto con loro?

Molto trasparente. Ho smesso solo qualche mese fa di essere un calciatore quindi capisco tanti dettagli del loro comportamento, le loro risposte durante gli allenamenti, riesco insomma a comprenderli nei vari aspetti del loro essere giocatori.

Dove può arrivare questo Tolentino?

All'inizio avvertivo qualche incertezza , magari anche dovuta al nuovo assetto con più under, ma col passare delle partite stiamo acquistando consapevolezza. Noi sappiamo come ci alleniamo quindi la domenica dimostriamo di avere un'identità ben precisa che potremo solo migliorare da qui in avanti. Poi si parla di obiettivi, se la Società riesce a capire il momento e ad intervenire con qualche innesto importante potremmo dire la nostra anche nelle zone alte della classifica.

Se il Tolentino dovesse approdare in serie D saresti disposto a sacrificare la tua notoriamente folta chioma?

Certamente! Posso tagliare anche la barba!

Finora abbiamo parlato di Paolo nel rettangolo di gioco, chi sei fuori da questo ambiente?

Sono padre di tre bambini, due femmine e un maschio. Lavoro part time come grafico pubblicitario in una tipografia e quindi la mia vita fuori dagli impegni calcistici resta impegnativa.

 

Facciamo un grosso in bocca al lupo a Paolo Passarini per la sua carriera da allenatore appena iniziata, che possa dargli tante soddisfazioni a partire proprio da casa sua. Speriamo anche di vederlo presto senza barba e capelli vista la dichiarazione fatta in sede d'intervista. 

 

Coralla Meo

 

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